Il 14 agosto 2025 il
COMUNE DI GRADARA, grazie allo strumento
“ART BONUS” del Ministero per i beni e le attività culturali
all’erogazione liberale del mecenate
RIVIERABANCA Bcc
e alla donazione di
FERRUCCIO FARINA
storico e saggista, autore della monografia Francesca da Rimini. Storia di un mito. Letteratura, arti visive e musica tra XIV e XXI secolo, Vallecchi, 20222
ha acquisito il
FONDO FRANCESCA DA RIMINI – FERRUCCIO FARINA
- composto da
1500 CIMELI dal XIII al XIX secolo riguardanti Francesca da Rimini e il suo mito:
650 opere a stampa -libri, riviste illustrate d’epoca e oggetti d’arte
70 incisioni (xilografie, acqueforti, litografie) in fogli sciolti
530 incisioni (xilografie, acqueforti, litografie) raccolte in volumi o album
250 opere d’arte e d’arte applicata, monete antiche, fotografie antiche, cartoline litografiche e fotolitografiche, memorabilia
che riguardano
il teatro, tra le quali cento tragedie di autori diversi, le arti visive, Dante e Francesca, storia e critica letteraria, musica e balletto, poesia, cinema, temi vari collegati direttamente o indirettamente al mito di Francesca
Il Fondo è stato collocato alla Rocca di Gradara
ove è stato presentato ufficialmente presentato ufficialmente alla Rocca di Gradara
nel FRANCESCA DAY 8 marzo 2026 Festa della Donna
alle autorità, alle istituzioni culturali e al pubblico.
Nell’occasione è sono state presentate dal Comitato scientifico del
Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini e dal Comune di Gradara
le linee guida del programma triennale che verrà attivato con le iniziative che coinvolgeranno Università e Istituzioni internazionali.
La scelta dell’8 marzo ha assunto un significato fortemente simbolico.
Francesca da Rimini è, da oltre due secoli, una delle figure femminili più potenti dell’immaginario occidentale: emblema della libertà negata, della violenza subita, ma anche della dignità della passione e della fedeltà al proprio sentire. Presentare il Fondo in questa data ha significato affermare con forza il valore civile contemporaneo del patrimonio culturale e la sua capacità di contribuire alla riflessione pubblica sui diritti, sull’autodeterminazione e sul contrasto alla violenza di genere.
L’acquisizione e il progetto di valorizzazione rappresentano un passaggio storico per il borgo medioevale di Gradara e per il sistema culturale italiano:
oltre 1.500 unità tra opere a stampa, incisioni, documenti teatrali e musicali, materiali iconografici, fotografie, opere d’arte applicata e memorabilia, databili dal XIII al XXI secolo, entrano definitivamente nel patrimonio pubblico, assicurando la conservazione, lo studio e la valorizzazione di un archivio unico al mondo per coerenza tematica e ampiezza cronologica.
Il Fondo sarà conservato in spazi dedicati della Rocca e gestito secondo i più aggiornati standard museali e archivistici, assicurando tutela, inventariazione, digitalizzazione progressiva e accessibilità per la comunità scientifica internazionale. La progettazione delle attività e degli eventi culturali e divulgativi avverrà in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini i cui membri appartengono a prestigiose Istituzioni universitarie europee e americane.
Con questa acquisizione, Gradara compie un salto di scala decisivo: da luogo simbolico della memoria dantesca a polo internazionale di studio, ricerca e produzione culturale dedicato alla figura di Francesca e alla sua ricezione nella cultura europea e mondiale.
Il Fondo: Random exhibition
Comunicato stampa n. 2
TG3 Emilia-Romagna 9 marzo 2026
Tra le opere a stampa del FONDO sono presenti cimeli rari e preziosi, alcuni non presenti in alcuna biblioteca italiana.
Vanno ricordati:
Francesco Gianni, Francesca da Arimino, Firenze, Lucchi, 1795; Vincenzo Pieracci, Francesca da Rimini in Tragedie, Firenze, Nicolò Carli, 1816 (1798), il primo poema e la prima tragedia dedicati a Francesca da Rimini;
la preziosa edizione del Cinquecento Il Vermicello dalla seta del Corsuccio da Sascorbaro. Rimino appresso Gio. Simbeni, 1581, ove si narra del supposto ritrovamento in Sant’Agostino di Rimini dei corpi di Paolo e Francesca avvolti nella seta;
The story of Rimini di Leigh Hunt del 1816 nell’editio princeps e nell’edizione pirata americana dello stesso anno, prima opera dedicata a Francesca in terra d’Inghilterra;
tutte le varianti della prima edizione di Francesca da Rimini di Silvio Pellico, compresa l’edizione clandestina con falsa data Londra 1818;
le prime edizioni delle tragedie di George Boker, Steven Phillips e Francis Marion Crawford, con corredo di bandi, avvisi e inviti autografi per le rappresentazioni americane, inglesi e francesi di George Alexander, Otis Skinner e Sarah Bernardt;
l’editio princeps del 1902 di Francesca da Rimini di Gabriele D’Annunzio, in piena pergamena e barbe all’antica, con dedica autografa a Magda Siveri, corredata di servizi fotografici, cronache e avvisi dalla prima rappresentazioni alle tournée degli anni Quaranta del Novecento;
l’edizione di Francesca futurista nell’opera di Pino Masnata Anime Sceneggiate del 1930 (Inv. 353) volume con copertina di Bruno Munari con prefazione di Marinetti e dedica autografa al futurista Franco Rosso.
Preziosa, oltre che curiosa, è la micrografia di Luigi Zanetti che nel 1835 ha miniaturizzato il V canto dell’inferno e della Francesca di Pellico disegnando la scena dell’uccisione a mano di Gianciotto dedicando l’opera, realizzata in 36 giorni, alla Principessa Donna Maria Ercolani Malvezzi, protettrice dei patrioti.
Tra le affiches e i bandi a stampa, il manifesto di George Clairin per la prima di Francesca da Rimini con Sarah Bernhardt a Parigi nel 1902.
Tra le opere d’arte la scultura di Giuseppe Bessi in marmo policromo del 1890 (Inv. 169).
Tra le incisioni, vanno evidenziate le acqueforti e xilografie di:
Luigi Calamatta dal dipinto di Ary Scheffer, del 1845, considerata la più bella dell’Ottocento europeo, tra i cimeli più preziosi della Calcografia nazionale (inv. 18)
Rollet, Francoise de Rimini, da un Dipinto di Henri Decaisne, 1841, Bulla et Delarue;
Adolf Von Sturler, Paolo e Francesca, in Dante Alighieri, La divine comedie de Dante .., 3 volumi in folio con 111 tavole sciolte con i disegni di V. Sturler incisi da Baudran, Paris, Libraire de Firmin Didot, edizione numerata;
John Buckland Wright, con Paolo e Francesca ad illustrazione di un’edizione di gran pregio del 1930 dei Sonetti di John Keats (inv. 70);
William Blake, The Circle of the Lustful: Paolo and Francesca, in acquaforte di restituzione tirata nel 1931 da Richard W. Ellis for Cheshire House per un’edizione numerata di gran pregio della Commedia;
numerose edizioni antiche illustrate della Divina Commedia.
Le opere verranno inserite nel database OPAC SBN, Servizio Bibliotecario Nazionale, e saranno disponibili alla consultazione presso la Rocca di Gradara, previo appuntamento. La disponibilità alla consultazione e le modalità di richiesta verranno comunicate tramite questo sito.
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